tipi di narratore

Tipi di narratore, punti di vista e focalizzazione

Quando leggiamo un romanzo o un racconto, spesso ci lasciamo trasportare dalla storia senza soffermarci su chi la racconta e su come la racconta. Eppure, scegliere il tipo di narratore è una delle decisioni più importanti per un autore, perché determina il tono, la prospettiva e il coinvolgimento emotivo del lettore. In questa guida esploreremo i principali tipi di narratore, le differenze tra narratore interno ed esterno, il punto di vista del narratore, e alcune tipologie specifiche con esempi tratti dalla letteratura.

I tipi di narratore fanno la narrazione

Quando leggiamo un romanzo o un racconto, difficilmente ci soffermiamo a riflettere su chi stia raccontando la storia e su quale punto di vista stia utilizzando. Eppure, la scelta del narratore è una delle decisioni più delicate e significative per ogni scrittore, poiché condiziona non solo il tono della narrazione, ma anche il coinvolgimento emotivo del lettore, la quantità di informazioni condivise e il modo in cui i personaggi vengono presentati. Comprendere i diversi tipi di narratore e i relativi punti di vista è essenziale per chiunque voglia avvicinarsi alla lettura critica o alla scrittura narrativa. In questo approfondimento analizzeremo i principali tipi di narratori, le differenze tra narratore interno ed esterno e alcune tipologie più specifiche come il narratore onnisciente, quello impersonale o il narratore inattendibile, con esempi tratti dalla letteratura.

Tipi di narratori, punti di vista e focalizzazione

Facciamo un passo indietro. Il tipo di narratore determina il modo in cui una storia viene raccontata, le informazioni che il lettore riceve e il livello di coinvolgimento emotivo che si crea. Per comprendere bene i tipi di narratori, però, è utile partire dalla definizione di punto di vista del narratore.

Punto di vista del narratore

Si tratta della posizione da cui il narratore osserva e racconta gli eventi della storia. Può essere:

  • interno: quando il narratore è un personaggio della storia
  • esterno: quando il narratore è esterno alla vicenda e la osserva dall’esterno

Il punto di vista del narratore, infatti, è strettamente legato alla posizione che esso assume rispetto agli eventi narrati e ai personaggi coinvolti. Può essere interno o esterno a seconda che partecipi direttamente alla storia o ne resti osservatore esterno. La scelta tra narratore interno o narratore esterno, e tra le diverse varianti che vedremo, influisce profondamente sulla percezione dei fatti e sull’interpretazione del racconto.

Tipi di narratore e focalizzazione

Focalizzazione e punto di vista non sono sinonimi, anche se strettamente collegati alla figura del narratore. Il punto di vista, come abbiamo visto, riguarda chi racconta la storia: cioè, se è un narratore interno (personaggio della storia) o un narratore esterno (che osserva dall’esterno). È quindi legato alla posizione del narratore rispetto ai fatti narrati. La focalizzazione, invece, riguarda da quale angolazione vengono mostrati i fatti al lettore, cioè quante e quali informazioni il narratore decide di far conoscere. È il filtro attraverso cui vediamo la storia, ed è indipendente dal tipo di narratore. Un narratore esterno, ad esempio, può avere diverse focalizzazioni.

Nel linguaggio narratologico si distinguono tre tipi di focalizzazione:

  • Focalizzazione zero: il narratore sa tutto di tutti. È tipica del narratore onnisciente. Può entrare nella mente dei personaggi, anticipare eventi futuri e commentare i fatti. È il caso dei Promessi Sposi o di Orgoglio e pregiudizio.
  • Focalizzazione interna: la narrazione è filtrata attraverso un personaggio. Il lettore conosce solo ciò che quel personaggio sa, pensa e percepisce. È tipica del narratore interno in prima persona, ma può essere usata anche da un narratore esterno se decide di aderire al punto di vista di un solo personaggio per tutta la narrazione o per alcune scene. Un esempio è Il giovane Holden, dove il lettore segue tutto attraverso gli occhi e la voce di Holden Caulfield.
  • Focalizzazione esterna: il narratore mostra solo ciò che può essere osservato dall’esterno, come se fosse una telecamera. Non entra nei pensieri dei personaggi e non fornisce giudizi. È il caso del narratore impersonale del Verismo, come in Rosso Malpelo, dove i fatti vengono raccontati oggettivamente.

Ma come si collegano le focalizzazioni al narratore? Di base, un narratore interno ha quasi sempre una focalizzazione interna: racconta ciò che vive e percepisce, filtrato dal suo punto di vista personale. D’altro canto, un narrator esterno può alternare le focalizzazioni, tra:

  • focalizzazione zero se è onnisciente e sa tutto di tutti.
  • focalizzazione interna se aderisce al punto di vista di un personaggio.
  • focalizzazione esterna se descrive solo ciò che si vede o si sente, senza accedere al pensiero dei personaggi.

Approfondiamo ora la differenza tra narratore interno e narratore esterno.

Narratore interno e narratore esterno

Capiamo che scelta tra narratore interno o narratore esterno, e tra le diverse varianti che vedremo, influisce profondamente sulla percezione dei fatti e sull’interpretazione del racconto. Vediamo qualche esempio.

Narratore interno

È un personaggio della storia che racconta in prima persona. Può essere il protagonista o un testimone. Offre un punto di vista soggettivo e limitato. Un esempio è il. narratore di Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald è Nick Carraway, testimone della storia.

Narratore esterno

Non è un personaggio della storia. Racconta i fatti dall’esterno, usando di solito la terza persona. Può essere, come vedremo, onniscente, illimitato e impersonale. E l’esempio più famoso nel nostro caso, probabilmente, è il narratore dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, che è esterno e onnisciente.

Elenco delle tipologie di narratori

Narratore interno: il racconto in prima persona

Il narratore interno è un personaggio della storia, spesso il protagonista o un testimone diretto degli eventi. Racconta in prima persona ciò che accade, filtrando i fatti attraverso la propria esperienza e il proprio punto di vista. Questa modalità narrativa è soggettiva e limitata, poiché il narratore può riferire solo ciò che conosce, vede e percepisce personalmente. Un esempio celebre di narratore interno si trova ne Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald, dove la voce narrante è Nick Carraway, amico del protagonista, che racconta gli eventi di cui è stato testimone. Il narratore interno permette di immergersi nei pensieri e nelle emozioni del personaggio narrante, ma allo stesso tempo limita la visione complessiva della storia.

Narratore esterno: il racconto in terza persona

Diversamente dal narratore interno, il narratore esterno non fa parte della storia. Racconta dall’esterno, utilizzando la terza persona per riferire i fatti. Questo tipo di narratore può essere più o meno coinvolto nella narrazione, e il suo livello di conoscenza varia a seconda della tipologia scelta. Il narratore esterno offre una visione più ampia degli eventi rispetto a quello interno, ma può comunque limitare ciò che viene rivelato al lettore. Nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni troviamo un esempio classico di narratore esterno onnisciente, che interviene con commenti personali, anticipazioni e riflessioni storiche e morali.

Narratore onnisciente: il punto di vista totale

Il narratore onnisciente è una variante del narratore esterno che conosce tutto della storia e dei suoi personaggi. Sa cosa pensano, cosa provano, qual è il loro passato e il loro futuro. Ha la possibilità di giudicare e commentare le vicende, di anticipare sviluppi e di offrire riflessioni al lettore. Questo tipo di narratore è molto utilizzato nella narrativa classica, proprio per la libertà che consente all’autore di gestire il racconto. In Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, ad esempio, il narratore onnisciente segue da vicino le vicende di Elizabeth Bennet e di Mr. Darcy, offrendo anche spunti critici e ironici sulla società dell’epoca.

Narratore impersonale: il racconto oggettivo

Il narratore impersonale, a differenza di quello onnisciente, si limita a descrivere ciò che accade senza entrare nella mente dei personaggi né esprimere giudizi. È un narratore esterno che racconta i fatti come un osservatore silenzioso, lasciando al lettore il compito di interpretare situazioni ed emozioni. Questo tipo di narrazione viene spesso definita oggettiva ed è tipica di certi racconti realisti o modernisti, dove l’autore sceglie di non guidare il lettore attraverso interpretazioni precostituite.

Narratore inattendibile: la prospettiva distorta

Un caso particolare è quello del narratore inattendibile, cioè un narratore interno che, per limiti psicologici, morali o culturali, fornisce al lettore una versione distorta dei fatti. Può essere involontario o deliberatamente ingannevole. La letteratura moderna e contemporanea ha spesso fatto ricorso a questa figura per creare tensione narrativa e coinvolgere il lettore in un processo di interpretazione critica. In questo caso, il lettore è chiamato a mettere in discussione la veridicità del racconto e a ricostruire i fatti attraverso indizi e contraddizioni.

Esempi dei diversi tipi di narratore

Vediamo qualche esempio di tipi di narratore presi dalla letteratura.

Tipo di narratore nei Promessi Sposi

Nei Promessi sposi, Alessandro Manzoni utilizza un narratore esterno onnisciente. È una voce narrante che conosce tutto dei personaggi e degli eventi e che spesso interviene nella storia per commentare, riflettere o anticipare i fatti. Questo narratore si rivolge direttamente al lettore, spiegando i contesti storici e morali e offrendo giudizi. È uno degli esempi più celebri di narratore onnisciente nella letteratura italiana.

Tipo di narratore in Rosso Malpelo

Nel racconto Rosso Malpelo di Giovanni Verga troviamo invece un narratore esterno impersonale. Verga, autore verista, sceglie di raccontare i fatti senza entrare nei pensieri dei personaggi e senza commentare apertamente la vicenda. La narrazione è oggettiva e distante, rispettando il principio dell’impersonalità tipico del Verismo, in cui i fatti devono apparire come se si raccontassero da soli, senza l’intervento esplicito dell’autore.

Tipo di narratore in Orgoglio e Pregiudizio

In Orgoglio e pregiudizio, il narratore è esterno onnisciente. Jane Austen utilizza una voce narrante che conosce profondamente i pensieri, le emozioni e le intenzioni dei personaggi principali, in particolare di Elizabeth Bennet. Il narratore interviene con osservazioni ironiche e critiche nei confronti della società inglese dell’epoca, offrendo al lettore una visione lucida e talvolta divertita delle dinamiche sociali e familiari.

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